Vannulo, un nome ben moto agli amanti dei grandi prodotti d’Italia. E’ il tempio della mozzarella di bufala, un caseificio da visitare come un museo ma che al contrario di un museo (che raccoglie il meglio del passato), ti fa vivere il meglio del presente. Qui è nato il mito della mozzarella di bufala, grazie ad un imprenditore unico e preveggente come Antonio Palmieri che ha creduto nell’innovazione e nella sostenibilità quando queste parole non avevano alcun significato in un settore come quello caseario. Lui ha inventato un genere e praticamente ha inventato la mozzarella di bufala come la conosciamo oggi, sempre mantenendo fissa la direzione verso l’eccellenza senza compromessi. Se oggi la mozzarella è diventata quello che è, lo si deve molto alla sua opera. E ancora oggi il suo caseificio è la meta migliore che possiamo indicare agli amanti del genere.
Antonio Palmieri
Vannulo da tanti anni rappresenta il meglio dei caseifici ed è da stimolo per tutti quelli che inseguono la qualità. Man mano diversifica e ora accanto all’offerta tradizionale del caseificio, della bottega della pelle, della gelateria e pasticceria, ecco arrivare altre due attività: la cioccolateria partendo dalle fave tostate (ma tempo un anno e si partità dalle fave importate direttamente) e la degusteria che avrà al centro, oltre la bufala anche il pane e le focacce fatte con farine particolari e lievito madre. Bravo Antonio Palmieri, a non rimaner mai fermo e a cercare sempre di stare avanti a tutti.
Caseificio Vannulo a Paestum, una stalla modello dove ogni bufala ha il suo lettino, può decidere di farsi grattare la schiena (vedi sopra) e di farsi mungere dal robot. All’ insegna dello spazio e della pulizia, c’è anche un laboratorio per lavorazione artigianali del pellame e una pasticceria dove assaggiare una serie di specialità con base latte di bufala. Ci sono anche due suites (non per le bufale, ma per gli ospiti).
Più volte Gualtiero Marchesi ha sottolineato il suo amore per la mozzarella di bufala, per il suo sapore elegante e acidulo, per la sua sforma sferica, per il colore perlaceo.