Due giovani chef insieme è sempre un bello spettacolo, Federico Delmonte da poco arrivato al Settembrini e Paolo Trippini ristorante storico di Civitella, due stili differenti accumunati dalla passione per questo lavoro e dalla voglia di non fermarsi mai. Il primo si presenta con una serie di stuzzichini di ottima creatività, il secondo che lo ricordavamo per una cucina di gran sapore ma un pò pesante, sfodera invece una serie di ricette estive e trova perfino un convincente megatartufo estivo. Il tutto accompagnato dai vini selezionati da Luca Boccoli, uno che è difficile che sbagli un’etichetta.
Federico Delmonte
Cambio di Chef al Settembrini
Cambio di chef al Settembrini il noto wine restaurant vicino a piazza Mazzini. Luigi Nastri è volato a Parigi a quella Gazette che ha reso famoso Petter Nilsson (oggi tornato in Svezia allo Spritmuseum di Stoccolma). Gli succede il giovane Federico Delmonte, un cuoco giovane elegante sorridente e preparato. Viene dalle Marche ed è stato portato a Roma dall’amore e speriamo che Roma lo accolga nel modo migliore. Al Settembrini troverà un ambiente stimolante, frequentato da molti appassionati, con una clientela preparata ed esigente che pensiamo ben valuterà questo chef che per i nostri ricordi merita. Ad assistere al passaggio di consegne anche Silvio Giavedoni, amico di Federico, chef del Quadri di Venezia. Una cena di buon livello con un piatto su tutti: le carote con prezzemolo.
Aveva visto bene Paolo Marchi nel segnalare questo giovane (32 anni) chef! Peccato solo che il suo ristorante, il Vicolo del Curato a Fano, non esiste più. Ci siamo andati proprio in chiusura, ci dispiace per i golosi di Fano, ci rallegriamo con quelli di Roma perchè per l’appunto Federico Delmonte viene nella Capitale dove ha già messo su casa e famiglia. Gli manca ancora il lavoro, ma vedendo come cucina, pensiamo che non gli mancheranno le alternative. Alle spalle esperienze importanti presso Parini Faccani Pinchiorri e soprattutto Anthony Genovese che gli ha lasciato il segno, l’amore per le spezie e per quell’ingrediente inusuale che “spariglia” il piatto e fa la differenza. Ci siamo goduti la sua cucina brillante leggera, moderna, apparentemente semplice ed invece molto pensata. Tutti assaggi che meritano la lode, salvo il dessert finale che denota poca attitudine per la pasticceria.