Era già bella prima, ora è ancora più completa e coinvolgente con il grande giardino degradante che allunga nel verde e nell’orto la struttura. Questa Casa del Nonno è sorprendente. Quasi anonima all’esterno, si rivela poi dentro piena di differenti spazi, salotti e sale, cortili e passaggi coperti, grottini e cantine di ampio respiro il tutto collegato con più livelli e arredato con passione e gran gusto conservando intatto la tipica atmosfera di una bella casa borghese. Raffaele Vitale ha contribuito non poco alla fama di questo ristorante (ed anche alla stella michelin conquistata anni fa), ora non c’è più e veniamo invece accolti da Pasquale Marzano, comunque noto e bravo patron di sala. Anche in cucina ci sono stati cambiamenti e ai fornelli è l’esperto e maturo Alberto Annarumma. Hanno una non piccola responsabilità, quella di continuare il gran lavoro fatto negli anni e mantenere la struttura ai livelli ai quali siamo stati abituati. Ci sono riusciti? la risposta al momento è interlocutoria, non tanto per la sala che trova in Pasquale un consumato interprete affiancato per altro da bravi collaboratori (ahimè tutti al maschile, mentre in una Casa ci vorrebbe anche una presenza femminile). E’ la cucina che andrebbe messa a fuoco. Lo chef è bravo ed esperto come la serie di assaggi per varietà e metodi conferma. Cerca di seguire il filone storico della Casa, quello della tradizione, ma le animelle sono troppo caramellose e gli spaghetti con troppo pomodoro. Ci sembra più portato verso la creatività, vedi ad esempio gli stuzzichini iniziali e l’elegante composizione di gamberi e quinoa, ma poi i piatti a seguire risultano meno convincenti. Insomma, la tecnica e l’esperienza non mancano, quello che difetta attualmente è l’identità, che però, con maggior chiarezza di quale direzione prendere, è alla portata di questa brigata.
Pasquale Marzano
Da anni veniamo al GH Parker’s per Emergente Sud,e a soli 50 metri è questo ristorante dove non manchiamo mai di ritornare con piacere. Le ragioni sono molteplici, ma si racchiudono in poche parole: è accogliente, piacevole, si onora la tavola con un ottimo rapporto prezzo qualità. Se proprio vogliamo trovargli un difetto il ritmo della cena è stato un pò lento, e dal punto di vista stilistico i piatti sono buoni, ma in alcuni casi i forti sapori (che amiamo pure) andrebbero resi più eleganti (il piccione e il ristretto di pollo). Ma sono piccoli appunti in una serie di lodi: l’arredo semplice ma corretto, gli ottimi i suggerimenti di Pasquale al tavolo con una serie di vini interessanti, buono il pane fatto in casa e, nella serie delle ricette in alto mettiamo la passatina di borragine con le ostriche e le mandorle in morbido contrasto, decise senza perdere l’equilibrio le linguine con veraci e asparagi. Si cala un pò nella pasticceria finale.